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Bologna: bella e impossibile!
di Marilù Brancato |
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Da piazza di Porta Ravegnana si prende via Zamboni, un bel porticato, per accedere al quartiere universitario e terminare alla Porta S. Donato. Sulla via si affacciano palazzi molto belli del secolo XVI-XVII, tra cui i Palazzi Malvasia, Malvezzi de Medici-Campeggi e Salem-Magnani.
Proseguendo in Piazza
Verdi il teatro comunale, sorto nel 1756-63 su progetto di Antonio
Bibiena , tempio della lirica bolognese, e subito dopo lantico
Si ricorda che lUniversità di Bologna per antichità di istituzione e tradizione storica è tra le più prestigiose a livello mondiale. La struttura e la decorazione di questo palazzo testimoniano la presenza della cultura cinquecentesca che trova a Bologna una collocazione ideale. La famiglia Poggi fece costruire questo palazzo per celebrare la scalata sociale di uno dei suoi componenti, Giovanni, nominato cardinale nel 1551. Alla sua morte il palazzo non era ancora terminato. Il cardinale aveva disposto nel suo testamento di mettere in vendita gioielli e suppellettili preziose del patrimonio familiare per terminare la decorazione della sua residenza. Infine, prima della Porta S. Donato, arrivati all'incrocio con via delle Belle Arti, si trova la Pinacoteca Nazionale posta nel severo edificio già sede del noviziato gesuitico di Sant'Ignazio (costruito nel 1727 da Alfonso Torreggiani, la più importante galleria pubblica della città, con importanti capolavori, tra cui quyelli di Raffaello, del Perugino e Guido reni. La Pinacoteca perfezionò l'attività delle accademie cittadine, già iniziata tra il '500 e il '600 e segnata dallideazione dell'Istituto delle Scienze e delle Arti. Consacrata a papa Clemente VII che aveva sostenuto la sua creazione, l'Accademia Clementina ricevette, tra il 1762 e il 1788, gli importanti lasciti Zambeccari, oltre quattrocento dipinti, che costituirono il primo nucleo delle collezioni bolognesi. |