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Torino e la sua storia
a cura di vp. |
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Il Seicento - parte 3 Nel 1673 ha inizio il
secondo ampliamento, su progetto dellarchitetto Amedeo di Castellamonte,
figlio di Carlo.
La piazza prende il nome di piazza Carlo Emanuele (popolarmente piazza Carlina) e fu edificata con i lati perpendicolari, in sostituzione al progetto originario a pianta ottagonale per una questione di semplicità della progettazione degli edifici e per una ragione estetica. Le costruzioni che risalgono alla fine del 600 ed allinizio del 700 seguono lo schema del Castellamonte e del Vittozzi; uniformità e proporzioni perfette. I quattro blocchi degli isolati sono caratterizzati dal Palazzo Guarino, dallAlbergo delle Virtù, dal Ghetto Piccolo e dal palazzo Carpeneto.
Negli ambienti interni operano tutti i più grandi artisti del 600 e del 700 (Amedeo di Castellamonte, Juvarra, Benedetto Alfieri, zio di Vittorio, B. Piacenza, P. Palagi), per questo è da considerarsi unantologia dei vari stili che si sono successi nel Piemonte. E un palazzo di straordinaria bellezza con pochi rivali in Europa, ma, a causa del breve giro di visite consentito, corrispondente a nemmeno un quarto delle sue attrattive, non è molto conosciuto. Insieme al palazzo Ducale si affacciano sulla piazza anche il Castello, ed essendo due esempi architettonici stilisticamente diversi, rischiano di spezzare luniformità dellambiente quindi dove ora cè la Cancellata del Palagi con due DIOSCURI Castore e Polluce, venne costruita nel 1622 una galleria o terrazza che, proseguendo i portici, separa lo spazio della piazzetta Ducale da piazza Castello. |
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