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Alla scoperta di Budapest, romantica e suggestiva di Elena Staurenghi |
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Il nostro itinerario per visitare il cuore della città situata centro il Piccolo Corso, inizia dalla vasta piazza Roosevelt ter che si apre alla testa del Széchenyi hid, meglio conosciuto nel nome di ponte delle catene,è uno dei migliori punti di osservazione della città e del fiume. Il ponte fu voluto dal patriota conte Istvàn Széchenyi e costruito nel 1839-49 su progetto dell'inglese W. T. Clark; fatto saltare nel 1945, venne rifatto nel 1949; alle testate, statue di leoni, di Jànos Marshalkó. Sulla piazza, due statue: di Istvàn Széchenyi e quella seduta di Ferenc Deàk (uomo politico ideatore della riconciliazione con gli Asburgo). Sul lato N della piazza, il palazzo neorinascimentale dell'Accademia Ungherese delle Scienze (Magyar Tudomanyos Akadémia ), costruito nel 1865 su progetto di F. A. Stüler, e il Palazzo Grescham,in stile secessionista, ex sede dell'omonima compagnia di assicurazioni a Budapest, attualmente un lussuoso albergo. Sul fiume si scorgono il ponte Margherita, il ponte Elisabetta ed il ponte della Libertà; sulla riva opposta è Buda, incoronata dalla fortezza donde svetta il gotico campanile della chiesa di Mattia, e dallo sperone della cittadella col grande monumento della Libertà. Si consiglia di ammirare il panorama di sera, quando è illuminato, così come il Parlamento e il Quartiere della Fortezza, in quanto lo spettacolo è particolarmente suggestivo. Proseguendo verso sud arriviamo al centro per eccellenza, la
Piazza Vörösmarty, punto nevralgico
della capitale, il luogo prediletto dagli abitanti di Budapest per appuntamenti
e passeggiate. La piazza funge anche da palcoscenico all'aperto per numerosi
spettacoli: da un capo all'altro si avvicendano violinisti zigani, complessi
che suonano dixieland, studenti di conservatorio che propongono brani di musica
da camera e mimi. Di fronte è l'antica stazione terminale del primo metro, il secondo d'Europa (1896). Verso il fiume, dietro a un palazzo moderno è il grande edificio del Vigadó (Ridotto), uno dei primi e migliori esempi della cosiddetta architettura romantica ungherese, opera di Frigyes Feszl (1859-64); fu nel passato il ritrovo del bel mondo e sala per concerti. Davanti alla facciata è oggi posto il monumento ai soldati sovietici caduti nell'assedio di Budapest. Da Vorosmarty ter si imbocca via Váci útca: il corso per eccellenza di
Pest, restaurato nel 1988, per gli appassionati di shopping, ma senza
particolari motivi di richiamo. Vi si allineano librerie, negozi che vendono
oggetti d'artigianato, boutique, ecc. Abiti firmati gioielli esclusivi,
ceramiche, folkloristiche, ricami ed altri scquisiti ogetti attirerano lo
sguardo, mettendo in seria tentazione anche il portafogli. Qualche edificio interessante sorge nelle adiacenze:
Inoltre vicino all'arco del ponte Elisabetta vi è uno dei monumenti più antichi della città di Pest: la chiesa parrocchiale del Centro (Belvàrosi templom), fondata nel secolo XIII. La costruzione dapprima nei secoli XII-XIII in forme romaniche, nei secoli XIV-XV fu riscostruita in forme gotiche, trasformata in moschea dai Turchi, ed infine barocchizzara nel sec XVIII. L'interno è a unica navata barocca e gotica, con cappelle laterlai ornate di tabernacoli rinascimentali; nel presbiterio, nicchie laterali con antichi sedili e tracce di affreschi del sec. XV e, a destra, la nicchia dell'antico " mihrab " della moschea. Da qui è bello vedere il panorama, con il bastione dei Pescatori col Danubio, con i famosi ponti sul fiume, con il barocco Palazzo reale sovrastante le mura medievali e, sulla sponda sinistra, con gli edifici moderni deghi hotel, e sullo sfondo lontano, il palazzo neogotico del Parlamento. Siamo giunti al passaggio obbligato tra Pest e la fortezza di Buda, la grande piazza della Liberazione, (Felszabadulás ter) dalla caratteristica forma triangolare, da cui parte la rampa per il Ponte Elisabetta. lungo m 380, costruito nel 1903 e ricostruito in stile moderno nel 1964. Fa da sfondo la chiesa dei Francescani (Ferences templom ), costruita nel 1727-43 su una più antica chiesa trasformata in moschea. Continuiamo per la via Kàrolyi
Mihàly útca , dove osserviamo la Biblioteca
Universitaria (Egyetemi Kònyvtàr) che contiene
numerosi manoscritti, situata in un palazzo neorinascimentale del 1873-76, e
più avanti il palazzo Kàrolyi, costruito nel 1696,
ritoccato nel 1759-68 e trasformato in stile Impero nel 1831-38, che ospita il
museo di letteratura dedicato al grande poeta. |