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LA CATTEDRALE DI SAN GIUSTO

Un po’ di storia

Le prime date sicure relative alla cattedrale sono le seguenti:
- 1011 progetto di ristrutturazione di un edificio paleocristiano
- 1027 consacrazione di una parte funzionale
- 1028 consegna della chiesa ai monaci benedettini
- 1035 completamento degli edifici abbaziali

La chiesa poi decade ed i monaci non sono in grado di farne la manutenzione ordinaria: si verifica anche un crollo parziale dell’abside e della navata attorno al XIV secolo.

Nel 1457 diventa amministratore di San Giusto il Cardinale di Rouen, Guglielmo d’Estouteville, a cui si deve il restauro della chiesa in stilegotico, la ricostruzione della navata e dell’abside, la manutenzione del campanile ed un affresco sul fianco destro sovrastante un portale.

Una serie di vicende storico politiche portano poi all’allontanamento dei benedettini e alla soppressione del monastero.

Dal 1772 San Giusto diventa la cattedrale della diocesi di Susa, allora costituita.

L’abside

L’abside risale alla ricostruzione gotica della fine del XV secolo. E’ a forma di semicerchio coronato da una fila di archetti e diviso da quattro lesene di pietra in tre spazi. In ciascuno di questi si apre una lunga monofora trilobata all’interno e a sesto acuto all’esterno. Una cornice di archetti intrecciati sottolinea il timpano, concluso da due pinnacoli in cotto e dal "campaniletto dei canonici" al centro. Esso è quasi un modellino di torre gotica con la cuspide e i pinnacoli in miniatura.

Il campanile

Alta più di 50 metri, la torre campanaria ha base quadrata ed è racchiusa in uno zoccolo in muratura costruito a fine ‘700 per rinforzo ed appoggiato su un basamento di pietra.

Tra il 1481 ed il 1483 fu abbellito con pinnacoli dagli spigoli tortili in mattoni e con guglie in losanghe di rame concluse da sfere e bandierine dorate. Vennero anche realizzati i quattro doccioni in pietra ed una balconata in cotto con motivi vegetali ed i simboli del cardinale Guglielmo d’Estouteville.

Il campanile, fra i più belli d’Italia, è impreziosito da dodici archetti, fra le lesene angolari, e da un fregio a denti di sega che scandisce i piani della torre. Ciascuno di essi è traforato da aperture simmetriche crescenti: monofora, bifora, trifora e quadrifora per la cella campanaria, sopra la quale corre il fregio dipinto a foglie di rovere e pomi.

La facciata su piazza San Giusto

La facciata su piazza San Giusto permette una netta distinzione fra l’originaria costruzione romanica, di cui si individuano le lesene e i rustici archetti pensili e, al secondo piano, l’elaborata ricostruzione gotica. Vi si affacciano diversi portali:

  • il portale dei picchiotti bronzei (ora conservati nel tesoro della cattedrale)
  • il portale murato della Crocifissione, cosiddetto per l’affrescosovrastante
  • il portale con la croce astata e lo stemma del cardinale di Estouteville
  • il portale del Battistero, incorniciato da un arco a carena rovesciata, in cui è dipinto l’ingresso di Gesù a Gerusalemme

Il Battistero

Era un tempo una costruzione isolata e dipendente dalla vicina chiesa battesimale di Santa Maria Maggiore. L’ambiente con volta a crociera, in stile romanico, è illuminato da una finestrella e faceva, forse, parte di una costruzione più alta: infatti, nel sottotetto si vedono tracce di una volta affrescata. La vasca in marmo verde e scavata in un unico blocco, contiene circa 500 litri di acqua.

Questa facciata sud, restaurata nel 1999, presenta le tracce di un portale tamponato e di alcuni affreschi risalenti ad epoche diverse.

La facciata su piazza Savoia

Recentemente restaurata ed intonacata di bianco, come doveva essere al momento della costruzione, la facciata è a capanna, divisa in tre parti da quattro lesene e chiusa da un timpano coronato da archetti ad ogiva.

L’unico ornamento di questa facciata è un arco falcato che sovrasta il portale, un tempo ben poco utilizzato perché si apriva fuori dalle mura della città.

La Cattedrale ha tre navate concluse da absidi, è a croce latina e misura 50x20 metri di lunghezza; il transetto è 30x7 metri di ampiezza. La navate laterali sono state modificate dalla costruzione di otto cappelle barocche. Il presbiterio ed il coro sono sopraelevati a causa della cripta sottostante.

Dietro l’altare centrale, di notevole pregio sono gli stalli del coro, fine lavoro di intaglio in legno del XIII secolo, provenienti dalla Chiesa di Santa Maria Maggiore

All’interno sono da ammirare.

  • la copia del Trittico della Madonna del Rocciamelone, sull’altare della prima cappella. L’originale, del XIV sec. è ora conservato nel Museo Diocesano d’Arte Sacra in Susa
  • la cosiddetta Statua della Marchesa Adelaide di Susa in preghiera, in legno stuccato. E’ opera di un autore ignoto del ‘500
  • nella seconda sacrestia una delicata "Natività", opera giovanile di Defendente Ferrari