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The Northern
Territory
Ed eccovi giunti
nell'Australia più vera, selvaggia e inospitale. Qui dove la roccia urla
la propria storia geologica attraverso un rosso intenso e caldissimo. Il
contrasto del deserto con l'azzurro di un cielo limpidissimo è
abbagliante. Edward Munch, attraverso gli stessi colori urlava il dramma
dell'essere umano, qui il contrasto si ripete, e l'energia è la stessa.
In pieno territorio aborigeno, dovete assolutamente accamparvi davanti
all'Ayers Rock, oppure (più razionale come scelta) procurarvene
un'immagine per ogni momento della giornata. Di un rosso entusiasmante durante
il giorno, questo monolito sacro agli aborigeni si incendia di un'arancione
intenso al tramonto, mentre la notte, al chiaro della luna si mostra in un
tenue colorito azzurro. Oggi è possibile arrampicarsi fino sulla cima di
Uluru (nome aborigeno di Ayers Rock), ma la cosa migliore rimane farne il giro,
e osservare tutte le sue facce. Da un lato, i volti rupestri scolpiti da Henry
Moore, dall'altro i disegni naturali dell'umidità e, infine, le zone
sacre agli aborigeni, impossibili da riprendere. Evitate il "Sunset viewing
area", non c'è alcuna magia a osservare il tramonto di Ayers Rock
insieme a tante altre persone, peraltro incapaci di capirne il valore. In pieno
deserto di Gibson, i Monti Olga offrono uno spettacolo unico al mondo. Come
tante gobbe, spuntano accesi di un rosso intenso dalla pianura, e offrono lo
stesso spettacolo di Ayers Rock, fatto di luci, colori e atmosfere. Questa zona
desertica dell'Australia viene definita "the Dreamtime", e le uniche
città che vi sorsero nel corso dell'800 furono stazioni telegrafiche,
come Alice Springs, un'oasi nel nulla, preso in considerazione il fatto che al
suo interno lo Starlight Teatre offre uno spettacolo di luci al tempo di musica
e la Corsa dei Cammelli attrae sempre più curiosi. E' piuttosto
rilassante l'aspetto di questa cittadina ben irrigata e, quindi, spumeggiante
di giardini verdi. A ridosso, il West Mc Donnel natural Park custodisce e
protegge un gran numero di piante e fiori. La costa, offre un nuovo respiro
a chi, attraversato il deserto, di certo non si sente infreddolito. Darwin
è la città principale tra quelle costiere del Northern Territory.
Città estremamente piccola, con i suoi 80,000 soli abitanti conserva il
Museo del Ghan, e la Old Telegraph Station, testimonianze di un passato vissuto
e da raccontare. Non c'è molto, non deviate la strada per recarvi a
Darwin, ma fatelo per imbarcarvi da qui verso le isole di Tiwi, Melville e
Bathrust. Ovviamente, la bellezza di questi luoghi dipende dalla natura stessa,
proprio perché offrono uno degli spettacoli naturali migliori del
Pacifico, e con le loro forme di vita originali e diverse, spesso ripugnanti,
incuriosiscono i turisti. La cosa più comoda è raggiungerle con
l'aereo, dato che piccoli veivoli fanno la spola da Darwin agli aeroporti delle
isole. A Bathrust, se siete di stomaco buono, andate al museo locale, con
le foto e i filmati della dieta aborigena, a base di larve e insetti vari vivi.
Il parco del Kakadu è l'ennesima oasi floreale da visitare, dove
l'Australia mangroviale di Mr. Crocodile Dundee incanta centinaia di
visitatori. |
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