|
Alba, cuore
delle Langhe
La cittadina di
Alba delle Langhe è madre e regina.
Attorno allantico centro medievale, perfettamente
conservato nella tipica disposizione circolare delle sue numerose torri
e casetorri, è sorta la città nuova, che, attraverso una
crescita urbana disciplinata e organizzata, ha saputo svilupparsi secondo
criteri di omogeneità e armonia. Oggi una crescita economica che attinge
a una radicata disposizione contadina al lavoro e al sacrificio, pone Alba tra
i centri propulsori e davanguardia in diversi settori: dal vinicolo, al
tessile, dal dolciario alleditoria. E proprio in campo letterario e
artistico, la città vanta un passato di cittadini importanti: qui
nacquero il pittore cinquecentesco Macrino, e nel 900 lestroso
artista Pinot Gallizio, inventore di nuove forme espressive. Colui che con
Alba, ebbe un rapporto esclusivo sia dal punto di vista biografico sia
letterario fu lo scrittore Beppe Fenoglio (1922-1963) che della sua
città raccontò i 23 giorni di libertà nellautunno
del 1944, nel periodo della più dura repressione nazifascista, e
lepopea partigiana su queste colline, oggi trasposta in celluloide
nellomonimo film Il partigiano Johnny. Tra le pagine del
romanziere, si scopre la geografia di una terra e di paesaggi che dalle estreme
alture ove la collina sta per farsi monte degradano fino ai bricchi più
agevoli e solatii che lambiscono il Monferrato.
Così Fenoglio
descrive la sua città:
"La città
episcopale giaceva nel suo millenario sito, coi suoi rossi tetti, il suo verde
diffuso, tutto smorto e vivificato dalla luce non luce che spioveva dal cielo,
tenace e fissa e livida, come una radiazione maligna. Ed il suo fiume
grosso importante fiume, forse il più grande di essa, forse beyond her
worth le appariva dietro, not fullbodied, unimpressive and dull come
uninfantile riproduzione di fiume in presepio". |