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Il castello di Villandry
Il
castello di Villandry è un edificio rinascimentale realizzato nel 1532
da Jean le Breton, ministro di Francesco I, secondo i principi di simmetria
allora in voga. Consta di tre ali, in parte circondate da fossato e coronate da
mansarde con finestre crociate verso il cortile; all'angolo sud-ovest, verso il
giardino, si trova un torrione quadrangolare trecentesco coronato di merli e
beccatelli. All'interno, per i più volenterosi, è possibile
ammirare
notevoli dipinti di scuola spagnola ed italiana,
nonchè mobilio dei secoli XVII-XIX. Comunque non perdete tempo a
visitare l'interno del castello, quanto piuttosto dedicate una mezzora in
più nel perdervi tra le magnificenze dei giardini di Villandry,
rimarrete a bocca aperta, nell'ammirare tante e tali ornamenti
floreali. L'originalità di Villandry non si trova solo nel suo concetto
architetturale di avanguardia ma anche nell'utilizzo che è stato fatto
del paesaggio per costruirvi, in armonia con la natura e la pietra, dei
giardini di una notevole bellezza: una vallata percorsa da un ruscello che
discende dall'altopiano verso sud, che ha consentito di disporre in terrazze
tre livelli di giardini. |




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Passeggiando tra i viali
di questo immenso parco e salendo fino al belvedere
troviamo dapprima il giardino ornamentale. I primi quattro quadranti
simboleggiano l'amore tenero (cuori separati da fiamme d'amore negli angoli),
l'amore appassionato (cuori spezzati dalla passione), l'amore volubile (quattro
ventagli disposti sugli angoli simboleggiano le leggerezza dei sentimenti) e
l'amore tragico (rappresentato da lame di pugnale e spade usate nei duelli
d'amore). Dall'altro lato del canale è simbolicamente rappresentata la
musica: i triangoli simboleggiano le lire, vicino ad esse sono raffigurate le
arpe e tra queste trovano posto i candelabri come a rischiarare lo
spartito. Proseguendo lungo il viale arriviamo al magnifico giardino
dell'acqua, dove se stanchi possiamo sederci ad ammirare, lasciando correre
l'immaginazione, il tranquillo specchio d'acqua.
Finita la
pausa proseguiamo verso il giardino dei semplici, situato tra l'orto (e vedrete
che orto) e la chiesa. Qui trovano posto le erbe aromatiche, da condimento e
mediche. Se prima
di concludere la visita ai giardini volete perdere ancora qualche istante,
potete recarvi al labirinto di carpini, al cui centro è collocata una
torretta che consente di divertirsi giocando con gli
amici.
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Per concludere la
visita non ci resta che gironzolare per l'orto ornamentale, composto da nove
quadrati della stessa dimensione, ma con diversi motivi geometrici. I singoli
quadrati sono piantati con verdure i cui molteplici colori sono alternati per
dare allo sguardo l'impressione di uno scacchiere multicolore: il blu del
porro, il rosso del cavolo e della rapa, il verde giada delle foglie delle
carote e così via. L'origine dell'orto risale al medioevo, quando i
monaci amavano disporre, nelle loro abbazie, le verdure secondo precise forme
geometriche. Su questa tradizione medioevale si innesta pienamente l'influsso
italiano: fontane, pergolate e quadrati di fiori.
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