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di Andrea Piovano |
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Lo spirito di Siena
è conchiuso allinterno della sua piazza principale, che ne
è ad un tempo emblema e centro propulsivo e vitale.
Piazza del Campo è lesemplare attuazione
del concetto di piazza come "luogo teatrale" Nel 1868, lungo il perimetro interno della piazza, vennero collocati 72 colonnini ad uguale distanza luno dallaltro. Questi, realizzati dallarchitetto Giuseppe Partini, vennero collocati in sostituzione dei precedenti ottagonali. È uso che due volte allanno, i turisti che intervengono al palio come spettatori collochino sui colonnini i fazzoletti con i colori delle Contrade, come segno di unavvenuta prenotazione del posto, per assistere alla corsa da una posizione privilegiata. Laffascinante corsa avviene a una bruciante velocità. Come in una rappresentazione teatrale, in poco più di un minuto lattesa di giorni di preparativi, speranze e pronostici si dissolve in quei tre brevissimi giri di piazza, tra le due celebri curve: la curva di San Martino, in discesa e quella del Casato in salita, entrambe pericolosissime perché ad angolo retto. Tra cavalli "scossi" e fantini disarcionati, il palio ogni volta celebra il proprio successo: i probabili vincitori sono ora tali oppure vinti, ma il posto donore spetta comunque al cavallo che, il giorno successivo, parteciperà al giro per la Città, per essere riconsegnato, da parte della Contrada, al legittimo proprietario. Nel mese di settembre vi sarà poi la Cena della Vittoria, durante la quale il cavallo verrà servito dei foraggi migliori. Come nel meccanismo elementare della favola, sconfitti e allontanati i nemici-vinti, gli eroi-vincitori concluderanno lintreccio narattivo con la festa. La comunità avrà allora celebrato se stessa attraverso il rito, avrà esorcizzato gli attriti e le divisioni intestine, rappresentando e inscenando il contrasto in forma di lotta, di gara e in ultimo di gioco. E così sia per gli anni a venire, in una ripetitività che coincide con una tradizione secolare. |