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Delhi, una capitale dai forti contrasti di Elda e Nino |
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Questa è la
più grande moschea dell’India, costruita nella metà del
‘600, per volere di Shan Jahan, sorge poco distante dal Forte Rosso in
direzione sud-ovest.
Qui si tiene la preghiera dello Juma, ossia del venerdì, giorno sacro per i musulmani, come la domenica per i cristiani. Per poter accedere alla moschea è necessario togliersi le scarpe e coloro, siano essi donne o uomini, che hanno le gambe scoperte possono noleggiare tuniche all’esterno. Ci sono tre scaloni
in arenaria rossa, che portano rispettivamente ai tre portali d’ingresso
situati in direzione nord, sud ed est. La facciata della sala della preghiera, situata a ovest, è caratterizzata da 11 archi simmetricamente disposti: quello principale è incluso in una grande volta, che richiama la mihrab, ovvero la nicchia che indica la direzione della Mecca. All’interno c’è un vasto cortile arenaria rossa, capace di ospitare anche 25000 fedeli, suddiviso in rettangoli che indicano la posizione da tenere durante la preghiera: al centro del cortile c’è la cisterna dalla quale si attinge l’acqua per le abluzioni rituali, lo hautz. La meta di pellegrinaggio più ambita dai fedeli nella Jami Masjid sono le reliquie del Profeta, situate in un padiglione nell’angolo nord-orientale del complesso; la leggenda vuole che egli apparse già nel 1766 in visione a dei fedeli, e che riapparirà nel giorno del giudizio. |